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Giulia Sillato

Un nuovo metodo di lettura dell’arte non figurativa

Giulia Sillato storico dell’arte di scuola longhiana, organizzatrice della rassegna Il Metaformismo, Palazzo Ducale Gonzaga di Sabbioneta, ha teorizzato nel 2010 – dopo numerosi anni di indagini e studi – i principi del Metaformismo, una nuova visone storico-artistica, fondata su una lettura estetica innovativa e rivoluzionaria, con cui riscrive le ultime pagine della storia dell’arte moderna, sostenendo che l’espressione artistica non figurativa, non è mai stata abbandonata dalle forme, riconoscibili, queste, concentrando la propria attenzione sulle aggregazioni “formali” presenti nelle espressioni così dette ”astratte”.

L’idea e la materia

Le opere prodotte in Arte dopo il 1990 tendono a riesaminare i più importanti percorsi artistici della seconda metà del Novecento, apportandovi innovazioni spesso intelligenti e, comunque, collegate all’evoluzione tecnologica di fine secolo, non potendo esse, sottrarsi all’invasiva dinamica che la contrassegna. È questo il caso di Antonio Saporito, artista di Torino, inizialmente vicino alla cosiddetta “figurazione moderna” degli anni Cinquanta, da lui successivamente rielaborata in chiave astratta, ma secondo coordinate espressive evocanti il geometrismo cromatico di Luigi Veronesi.

Il passaggio dal supporto in tela a materiali metallici, sua corrente specificità, non è avvenuto repentinamente, ma attraverso sequenziali meditazioni sul valore della forma e del colore che lo ha indotto, alla fine, a eliminare totalmente l’incidenza decorativa per attenersi all’asciutta ed essenziale manipolazione della superficie metallica con abilità esecutiva rimarcante l’essenza dicotomica dell’Arte, per nulla affatto distante dalla maestria “artigianale”, sopratutto nelle sue espressioni più sublimi.

Gli elementi geometrico – pittorici che sostanziano la composizione, determinata da un insieme architettonico, progettualmente ed espressivamente compiuto, vengono riassorbiti dal corpo metallico della superficie assumendo la configurazione di singoli tagli, molto profondi e larghi, i quali, sostituendosi al classico segno organizzato in olio su tela, talvolta in smalto su acciaio, danno vita a impaginazioni caleidoscopiche allusive a un mondo fantastico, fatto di simboli e sogni hitchcockiani.

La citazione a Fontana qui, è inevitabile, come altrettanto inevitabile è l’accento sull’assoluta originalità di maestro Saporito, che risolve il dramma di una presunta fine della pittura (come i tagli di Fontana lasciavano intravedere) in spaccati di profondità aperti su piani traslucidi e variopinti.

L’Arte dell’ideologia radicale, qual’è stata appunto quella degli anni Sessanta e Settanta, cede il passo così a un’estetica più “positivistica” e colorata, che trasmette un senso della vita più ameno e costruttivo.

The idea and the materials

Art works produced after 1990, tend to re-examine the most important artistic journeys of the second half of the 1900s bringing with it innovations, often intelligent and at any rate connected to the turn of the century's technological evolution, unable to subtract the invasive events that mark it.

This is Antonio Saporito's case, an artist from Turin, initially close to the so called "modern figurative" art form from the 1950s, which he subsequently re-elaborates in abstract points, but according to expressive coordinates evoked by the surveyor Luigi Veronesi.

The passage of the underlying structure in canvas and metallic materials, his specific flow, did not occur repetitively but rather through sequential meditation which values shape and color, therefore inducing him in the end, to totally eliminate the decorative incidence in order to maintain the clean and essential handling of the metallic surfaces with effective ability and thus pointing out the dichotomy of art, however maintaining himself within craftsmanship mastery, above all in his most sublime expressions.

The geometric pictorial elements that support the arrangement and are determined by architecture, planning and expression, are reabsorbed by the metallic bodies on the surface and take on the configuration of the single, very deep and large cuts, which substitute the classic oil on canvas organization, and with enamel on steel, give life to a kaleidoscopic imagination of an allusive, fantastic world made of symbols and Hitchock-like dreams.

Here, Fontana's citation is inevitable as is also inevitable, the accent on Saporito's absolute originality, which resolves the drama of an end of the work , which is only presumed (as Fontana's cuts left to intend) in splits of depthness open on translucid and multicolored planes.

The art of radical ideology, which in fact was popular in the 1960s and 1970s, gives way to more "positive" and colored aesthetics and transmits a more pleasent and constructive sense to life.