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Angelo Mistrangelo

Critico d'arte e giornalista

Angelo Mistrangelo critico d'arte e giornalista, scrive d'arte figurativa per La Stampa. Ha collaborato con le case editrici Mondadori, Fabbri, Priuli & Verlucca, Bolaffi, Mazzotta; ha collaborato alle pagine culturali de Il Giorno, Stampa Sera, Quadri e Sculture, Uomini e Libri e molto altro.

Ecco i testi critici di Angelo Mistrangelo pubblicati sulle edizioni dei cataloghi dedicati alle opere di Antonio Saporito.

ANTONIO SAPORITO, Geometrie astratte, LITOGRAF, Rosta (Torino), Maggio 2006

ANTONIO SAPORITO, Antologia, forme e colori, Maggio 2010

ANTONIO SAPORITO, Spaziale geometrico, Maggio 2010

IDEE SPAZIALI E MUTAZIONI D'ACCIAIO, ANGELO MISTRANGELO, BIBLIOTECA NAZIONALE DI TORINO

“Un percorso legato essenzialmente alla materia” come testimonia anche Angelo Mistrangelo, critico d’arte e amico dell’artista, intervenuto all’inaugurazione della mostra Idee Spaziali e Mutazioni d'Acciaio: il gioco della materia, che diventa forma, che diventa immagine, che diventa racconto ma soprattutto, c’è questo passaggio, questa partenza, della conoscenza e della vicinanza al grande Lucio Fontana che si avverte nei lavori e nella spazialità di certe opere. Saporito ha tutte le volte inventato qualcosa, continua Mistrangelo, partendo dalla materia, tipica degli espressionisti, della scuola di Angeli e Schifano, alle ultime cose, geometriche, rigorose. Mistrangelo ha sottolineato anche la fedeltà all’ idea, in un mondo, un momento, in cui tutti cercano di cambiare tutto, Saporito conserva la sua linea, il suo rigore, la materia, il colore, l’immagine, la dimensione di quello che vuole dire.

Biblioteca Nazionale di Torino, Idee Spaziali e Mutazioni d'Acciaio, fino al 30 Giugno 2018. Dalle 10 alle 18. Sabato 10-13

Materiali e geometrie spaziali

Il percorso di Antonio Saporito si snoda attraverso una continua inesauribile, vitale, ricerca di nuovi materiali per realizzare le sue composizioni geometrico – spaziali. Una stagione, quindi, che appartiene alle cadenze di un astrattismo estremamente rigoroso e, in certi casi, accompagnato da pagine decisamente espressioniste segnate da un vibrante cromatismo, solcato da un segno incisivo e ferreo. 

E in tale dimensione, si delinea un discorso sempre legato alla propria interiorità, alla visione di una realtà trasformata in segni significanti, al fluire di un colore steso con cura su superfici in alluminio.

In ogni caso, vi è in Saporito una peculiare volontà di fissare triangoli, rettangoli, cerchi, forme piramidali, che appaiono come documenti di un’esecuzione limpida, mai scontata, sempre e incessantemente vitale nella resa del soggetto.

L’attenzione rivolta a inesplorate spazialità, l’atmosfera rarefatta e misteriosa, la calibrata definizione delle spirali, stabiliscono un immediato rapporto con l’osservatore e con chi si sofferma a “leggere” le sue forme essenziali e “costruite” con energia e una sottile musicalità che percorre tutta l’opera.

Inizialmente vicino alla lezione di Ennio Calabria, Ugo Nespolo e Franco Rognoni, Saporito ha saputo interpretare il loro linguaggio raggiungendo una propria e indiscutibile personalità che è stata messa in luce da critici come Paolo Levi, Gian Giorgio Massara e Vittorio Sgarbi

Navicella spaziale
Navicella spaziale, 2007. Acrilico e collage su acciaio. Acrylic and collage on steel. 46,5x76,5 cm

E così si scoprono le piccole e preziosa tavolette, gli smalti su acciaio, gli acrilici di “Verso lo spazio”, che esprimono la misura con la quale riesce a trasmettere sensazioni e risvolti della sua ricerca espressiva, mentre si ravvisa l’alternarsi di pieni e vuoti, di raggiere e segmenti, di perforazioni e sculture monumentali. 

Nel suo studio – laboratorio, le tavole in acciaio, i collage, le sculture in plexiglass, le accumulazioni di ricordi filmati, le navi spaziali, le reti in rame, permettono di cogliere l’essenza del suo itinerario e quel ritrovare il fascino segreto di una luce, di un rosso acceso, di una linea che determina la forza di gravità, illustra il pensiero umano, suggerisce il clima di una suggestiva scrittura con scale, rare figure, memorie, scultura a quell’ universo intimo e raccolto che appartiene ad ognuno di noi; nascosto, segreto, magicamente memorizzato. 

Nulla è lasciato al caso, all’ improvvisazione e al momento, ma ogni lavoro viene eseguito con la consapevolezza di trasmettere l’emozione di un attimo tra luce e colore e forme purissime. 

Spatial materials and geometrics

Antonio Saporito's journey unravels towards a continuous, inexhaustable and vital research of new materials in order to create his geometic-spatial arrangements. A notion therefore, that belongs to a tendency towards extremely rigourous abstractism and in some cases, accompanied by definite espressionist pages marked by vibrant colors, furrowed with sharp and ferrous markings. 

In such dimension, the keynotes always tied to one's own interior are highlighted, as is the vision of a reality transformed in significant signs towards the flow of a color laid out with care on aluminum surfaces. 

Saporito, in any case, always has the peculiar will to set the triangles, rectangles, circles and pyramid forms that appear as documents of clear execution which are never taken for granted, making them an incessant and vital part of the subject.

The attention addressed to unexplored space, the rarefied and mysterious atmosphere, the calibrated definition of the spirals, they all establish an immediate relationship with the observer and he who lingers to «read» its essential shapes «constructed» with energy and subtle musical tones which pass through the entire work. Initially, Antonio Saporito's works fall into the category of the likes such as Ennio Calabria, Ugo Nespolo and Franco Rognoni and he has been able to interpret their language, however maintaining his own undisputable personality that has been complimented upon by critics such as Paolo Levi, Gian Giorgio Massara and Vittorio Sgarbi.

And so, small and precious bars, enamel on steel, the acrylics from «Verso lo Spazio» (Towards Space), which express the measures that Saporito is capable of, trasmit sensations and new ideas related to his expressive research, while alternating between full and empty space, forming patterns and segments, perforations and monumental sculptures.

In his study-laboratory, the steel bars, the collages, the plexiglass sculptures, the accumulation of recorded memories, the spaceships and the copper nets, permit to collect the essence of his itinerary and that regained secret charm found in a bright red light, a line that determines the force of gravity, illustrating a human thought, suggesting the climate of an evocative writing with scales, rare shapes and forms, memories, games, hourglasses that tell the stories of adventures and the evolution of society.

Saporito therefore brings back painting and sculpture into that gathered and intimate universe that belongs to each one of us: hidden, secret and magically memorized. Nothing is left to chance, improvisation or thought of at the spur of the moment. Each work is created with the knowledge of transmitting the emotion of a moment, formed by light and color and the purest of shapes and forms.

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