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Giorgia Cassini

Critico d'arte, già direttrice del padiglione Italia alla Biennale di Venezia

Il Pianeta Marte che sorgerà davanti al ponte Meier


IL PIANETA MARTE SUL PONTE MEIER AD ALESSANDRIA

Giorgia Cassini critico d'arte, ex-direttore del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia è intervenuta inoltre come critico d'arte, alla presentazione su Sky, del progetto di installazione della scultura spazialista in alluminio e acciaio, alta 6 metri "IL PIANETA MARTE”, che Mercoledì 21 Novembre sarà posta sul ponte Meier ad Alessandria. Antonio Saporito ha spiegato che la scultura spazialista in acciaio è stata donata al Comune di Alessandria con il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria.

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Ecco le recensioni d'arte di Giorgia Cassini pubblicate sulle edizioni dei cataloghi dedicati alle opere di Antonio Saporito. ANTONIO SAPORITO, Idee spaziali e mutazioni d'acciaio, LITOGRAF, Rosta (Torino), 2018

Lo spazio cosmico di Antonio Saporito

Autorevole interprete dell’arte contemporanea Antonio Saporito ha una cifra stilistica unica, palesata attraverso l’uso di materiali poco duttili. Il Maestro realizza, attraverso una lavorazione peculiare che origina dalla sua grande sapienza tecnica e strumentale, quadri in metallo su lastre di acciaio traforato e colorato, opere in lamiera di piombo, assemblaggi in rame, in alluminio, in ottone, in spugna e nei materiali più vari. Su tutti prevale un materiale pregiato, utilizzato specificatamente in gioielleria, di difficile lavorazione, che fa arrivare dall’Inghilterra appositamente trattato per poter essere poi lavorato nel suo studio d’artista da dove parte dal disegno preparatorio su carta per poi trasferirlo con grande esattezza e perizia sugli altri materiali mediante passaggi consecutivi che vanno dalla preparazione delle punzonature alle perforazioni, ai tagli veri e propri, agli inserimenti di colore.

Nelle sue creazioni, siano esse quadri o sculture, affiorano le sensazioni che noi possiamo provare nella vita di tutti i giorni, ma che vengono trasfigurate con abilità tecnica ed estetica attraverso la sua logica e la sua ispirazione artistica. Ad esempio nell’opera ad acrilico e collage su alluminio “New York city” come in quella in acciaio rosso “Sotto la luna” ha di fatto sviluppato un personale concetto di simulazione architettonica. Si tratta di una serie di inquadrature di grattacieli quasi invariabilmente stagliate verso l’alto a dilatare lo spazio conosciuto, dove le strutture architettoniche diventano sorta di racconto sospeso sul significato di casa, di riparo, di progetti e aspirazioni.

Prospetto 2008, acciaio grigio, 70.7x44.7 cm, archivio N. 126

Prospetto 2008, acciaio grigio, 70.7x44.7 cm, archivio N. 126


In “Prospetto”, in “Disegno di facciata”, in “La facciata” si tratta invece di un astrattismo architettonico e strutturale applicato mediante la frammentazione dell’immagine in tanti piccoli piani geometrici (il modulo finestra) costituenti un’architettura oltremodo razionale e lucida nella purezza delle sue proporzioni. I piani traslucidi dell’acciaio fanno della costruzione un raffinato esercizio mentale di assoluta simultaneità di immagine e di pensiero.

Sostanzialmente Saporito formula la poetica di un nuovo spazialismo inteso come fusione di soggettività e oggettività che si avvale spesso della reiterazione dell’immagine ordinata con precisione nello spazio. Saporito aspira all’universale e il suo spazialismo è strettamente imparentato con l’invenzione formale assoluta. Le sue opere sono ordine costituito, sono logica aprioristica nell’abile costruzione degli accostamenti, nel comporre un pezzo dopo l’altro un’immagine significativa. È l’interpretazione contemporanea dell’assemblage: materiali diversi accostati con ordine logico preconcetto ed al contempo carichi di emotività nel richiamo ad una realtà cosmica e/o primordiale (“Scudo spaziale”, “Costellazione”).

L’arte di Antonio Saporito rimette in discussione la nostra idea di spazio-tempo optando per una revisione concettuale in ambito artistico, attuata mediante l’uso di un linguaggio costruttivo straordinariamente efficace. Le sue opere “Disco volante”, “Ufo dallo spazio”, “Macchine spaziali luminose” sono personali esplorazioni tra presente e futuro che superano i confini conosciuti e stabiliti di spazio e tempo esponendo una gran varietà di alternative reali o immaginarie.

Ufo dallo spazio, 2015, tecnica piombo e alluminio e acrilico su masonite, 40x50 cm, AR. N: bn 248

Ufo dallo spazio, 2015, tecnica piombo e alluminio e acrilico su masonite, 40x50 cm, AR. N: bn 248


La padronanza tecnicistica consente a Saporito di definire il quadro con pochi elementi: smalto acrilico e collage su rame, alluminio od ottone costituiscono nell’insieme una struttura plastica con armonie e ritmi. Sviluppando questi elementi formali perviene, con matura consapevolezza, a costruzioni di opere d’arte dove ogni piano e ogni forma è modulato con accurata eleganza ritmica e timbrica (“Spirale”, “Scultura spirale”, “Forma geometrica”). La frammentazione dell’immagine in tanti piani geometrici non serve tanto ad analizzare l’intima struttura dell’oggetto, quanto a suggerirne un’immagine semplificata in senso antinaturalistico ovvero astratto (“La recinzione”, “La scala”). Tagli e perforazioni, collage e assemblaggi studiati come semplici “segni”, cioè unicamente nei rapporti volumetrici e lineari che creano nelle loro disposizioni reciproche. La varietà dei materiali usati e le accensioni del colore frantumato nel gioco continuo delle forme, accentuano il valore espressivo di quei ritmi ascensionali che si prolungano nello spazio aperto (“Verso lo spazio”, “Solcare lo spazio”) od indirizzano ad una lettura aneddottica intrisa di implicazioni simboliche (“La grande piramide composizione geometrica con clessidra”, “Progetto comunicativo”, “Curiosità di un percorso”, “Grande occhio”, “L’occhio spia”).

Saporito progetta nello spazio, approfitta dello spazio, si serve di esso nella positiva concretezza dei suoi rapporti con gli elementi plastici della composizione. Saporito è un pittore-scultore costruttivista che crea l’opera d’arte con la netta distinzione tra i “volumi della massa” e i “volumi dello spazio”, intesi come due materiali plastici diversi eppur entrambi concreti e misurabili. Sostanzialmente Saporito sente la necessità di comporre l’opera d’arte entro uno spazialismo composto e costruito, ma frutto al contempo di intensa sensiblità.

Giorgia Cassini