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Spazialismo

L’INCONTRO CON LUCIO FONTANA

Particolarmente significativo, nel periodo iniziale dell'arte di Antonio Saporito, è l'incontro con Lucio Fontana negli anni ‘62. In quel periodo Fontana stava superando la distinzione tradizionale tra pittura e scultura, il salto di qualità che lo porterà agli inconfondibili “tagli sulla tela” tipici di Lucio Fontana e nel suo studio si potevano ammirare opere come i “Metalli”, lastre di ottone o di acciaio squarciate. 

In quel periodo, Antonio Saporito frequenta ancora l'accademia e gli incontri con Lucio Fontana e la riflessione sul suo lavoro, segnano particolarmente lo sviluppo della sua ricerca artistica. In particolare, le riflessioni sull'astratto nello spazialismo in relazione al futuro.

Lucio Fontana parlava di tempo, bisogna lasciare il tempo al tempo. Non ancora famoso come mercato, solo dopo questo periodo approda alla notissima serie della “Fine di Dio”, grandi tele ovali verticali monocrome, recanti squarci.

Luce Spaziale, 2018

Luce spaziale, 2018, ferro e acrilico su masonite, 68 x 128 cm, archivio N 291

"Nel periodo che ho conosciuto il maestro Lucio Fontana, non faceva ancora i tagli, ma punzonature a mano libera. Era ciò che più mi lasciava incuriosito e mi domandavo quale era il significato.

Pur stando lì, vicino a lui, guardavo incredulo e pensieroso, ma le sue parole mi tranquillizzavano, spiegandomi in parte ciò che tutti sappiamo del suo modo di fare arte e della sua astrazione. Tutto questo, ancora oggi, dopo più di 50 anni, mi da emozione.

In quei momenti è iniziata la svolta della mia vita artistica, nel mondo della ricerca e della personalizzazione della mia arte. Dopo vari tentativi di lavoro su vetri cattedrali incisi a fuoco e grotte vulcaniche le acque forti, il tema delle spirali con rame, la serie delle penne e il figurativo ad olio su tela sono arrivato a sperimentare ciò che mi aveva raccontato il maestro Lucio Fontana spiegandomi l'astrazione spaziale. Tutto questo mi ha condotto al tema principale che io produco con l'acciaio, l'alluminio e il piombo." Antonio Saporito

L'installazione della scultura spazialista “Il Pianeta Marte” Parco Italia, presso il Ponte Meier ad Alessandria

la scultura spazialista “Il Pianeta Marte” messa a disposizione della Città di Alessandria dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, in occasione delle celebrazioni per l’850° anniversario fondativo della Città (1168-2018)
S’inaugura mercoledì 21 novembre 2018, alle ore 10, alla presenza del Sindaco di Alessandria, Gianfranco Cuttica di Revigliasco, del Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, Pier Angelo Taverna, e delle Autorità cittadine, l’installazione dell’imponente scultura del maestro Antonio Saporito, posta a Parco Italia, presso il Ponte Meier ad Alessandria
La scultura spazialista “Il Pianeta Marte” è stata messa a disposizione della Città di Alessandria dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, in occasione delle celebrazioni per l’850° anniversario fondativo della Città (1168-2018).
La scultura è stata ideata, nel suo prototipo originale nel 2005 ed è pubblicata nel catalogo Mondadori 2012. Si tratta di una colossale struttura di acciaio e alluminio: un rappresentazione del pianeta Marte con 4 satelliti, per concretizzare il fascino di Antonio Saporito per lo spazialismo, l'arte spaziale, l'idea dell’oltre e la ricerca dello spazio. Leggi di più...
Scultura spazialista "IL PIANETA MARTE"

L’ASTRAZIONE SPAZIALE

Pur provenendo dagli studi accademici e figurativi, l' incontro con il maestro dello spazialismo Lucio Fontana, suscita in Antonio Saporito il desiderio di approfondire il sogno e il segno dell'astrazione.

Ed è su questo tema che si svilupperà la sua ricerca artistica, orientandosi sempre più verso una “nuova impostazione” e le sue opere cominceranno ad essere realizzate con materiali come l’acciaio, l'alluminio, l'ottone.

Questo momento dell'arte di Antonio Saporito segna il passaggio radicale dall'arte figurativa all'arte astratta.

Costruite nella materia fredda dell’acciaio su cui l’apporto di smalti colorati e la sovrapposizione di frammenti e lamelle di forma geometrica mettono in atto una narrazione visiva di rigorosa e austera bellezza, le opere di Antonio Saporito esprimono un’astrazione solo apparentemente immediata.

Se la sua sperimentazione visiva appare improntata a un rigore che sembra non voler lasciare spazio alla fantasia, in realtà Antonio Saporito esprime emozioni e pensieri che diventano segni e materia. Il richiamo alla geometria euclidea viene dunque rielaborato in chiave fantasiosa e persino ludica, un astrattismo estremamente rigoroso e, in certi casi, accompagnato da pagine decisamente espressioniste segnate da un vibrante cromatismo, solcato da un segno incisivo e ferreo.

Lo spazialismo geometrico di Antonio Saporito si pone come ricerca originale e unica di un linguaggio ideale e spirituale, connotato da un impianto ascensionale, lieve, eppure fortemente ancorato alla materia. Questa plasmata e tagliata, modellata e forata con rigore chirurgico e geometrico, rappresenta la sintesi dell'arte di Saporito. 

Le lastre di acciaio, di alluminio, di rame e piombo vengono sapientemente trasformate in labirinti di segni intagliati a lasciar intravedere l'oltre che si svela al di là della materia. Il rigore e l'essenza che connotano le sue opere diventano elementi per trascendere la realtà, per guardare e scrutare quel che esiste dietro l'apparenza. Alla continua ricerca dell'inconoscibile, del futuro, dell' inarrivabile mistero dell'uomo.

Lo spazialismo geometrico di Antonio Saporito

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Lo spazialismo geometrico di Antonio Saporito
Anno: 2015
Tecnica: piombo e alluminio e acrilico su masonite
Dimensioni: 40x50 cm
AR. N: bn 248
Prezzo: € 1350,00
L'opera è firmata e accompagnata dal certificato di autenticità.