Home page‎ > ‎Mostre‎ > ‎

Spazialismo: Lucio Fontana

Prototipo per istallazione con globo, 2005, alluminio, h 90 cm
Prototipo per istallazione con globo. 2005
“IL PIANETA MARTE” ALLUMINIO E ACCIAIO, 6 METRI X 2, PONTE MEIER, ALESSANDRIA

“IL PIANETA MARTE” ALLUMINIO E ACCIAIO, 6 METRI X 2, PONTE MEIER, ALESSANDRIA

L'incontro con il maestro dello spazialismo, Lucio Fontana

"Come vedi ogni cosa si riferisce allo spazio; io sono un sognatore, non mi fermo davanti a ciò che vedo, devo andare oltre questo. E' anche ciò che diceva il grande Lucio Fontana con il suo spazialismo: mai fermarsi finché la vita te lo permette, perché le vie sono infinite..."

Il movimento spazialista, detto anche movimento spaziale, arte spaziale o spazialismo, è un movimento pittorico nato nel 1946, fondato da Lucio Fontana.

L'incontro con il maestro dello spazialismo, Lucio Fontana, nei primi anni 60, nello studio di Milano e di Albissola, suscita in Antonio Saporito il desiderio di approfondire il sogno e il segno dell'astrazione.

Erano gli anni dell'arte povera, dell'informale, della sperimentazione provocatoria e concettuale e Saporito, pur provenendo dagli studi accademici e figurativi, rimanendo coerente con il suo stile, abbraccia un'idea formale di arte iniziando, negli anni '70, il suo percorso verso l'astrazione spaziale geometrica.

Navicella Spaziale

Navicella spaziale, 2007. Acrilico e collage su acciaio

"Nel periodo che ho conosciuto il maestro Lucio Fontana, non faceva ancora i tagli, ma punzonature a mano libera. Era ciò che più mi lasciava incuriosito e mi domandavo quale era il significato. Pur stando lì, vicino a lui, guardavo incredulo e pensieroso, ma le sue parole mi tranquillizzavano spiegandomi in parte ciò che tutti sappiamo del suo modo di fare arte e della sua astrazione.

Tutto questo, ancora oggi, dopo più di 50 anni, mi da emozione e mi ha fatto ricordare quei momenti in cui è iniziata la svolta della mia vita artistica nel mondo della ricerca e la personalizzazione della mia arte. Dopo vari tentativi di di lavoro su vetri cattedrali incisi a fuoco e grotte vulcaniche le acque forti, il tema delle spirali con rame, la serie delle penne e il figurativo ad olio su tela fino ad arrivare a ciò che è stata la piccola esperienza di ciò che mi aveva raccontato il maestro Lucio Fontana, spiegandomi l'astrazione spaziale.

Tutto questo mi ha condotto al tema principale che io produco con l'acciaio, l'alluminio e il piombo."Antonio Saporito

Esplosione di Asteroide

Esplosione di Asteroide 2009 smalto e collage su masonite 44x70 cm n. Ar. 162 E


"Un piccolo giudizio sulle opere che presento. Sono tutte realizzate su metalli ossia acciaio monocromo e alluminio, rame, piombo. Ora fare arte, non vuol dire solo dipingere sul supporto di tela o tavola. Il mio pensiero è che l'arte si può fare in tanti modi. Già circa trenta anni fa, pensai che dipingendo sul supporto lo si copre sempre. Il “supporto” viene sempre coperto, io ho voluto far diventare protagonista proprio il supporto. E per fare questo mi sono rivolto al supporto metallico, quindi abolire il pennello e creare disegni con perforazioni, cioè togliere materiale o aggiungerne con collage. Ma questo vuol dire una sola cosa, la ricerca dello spazio, la ricerca dell'oltre, di ciò che non vediamo. Forare, squarciare...Per farla semplice, se siamo in casa chiusi, per vedere fuori dobbiamo aprire una finestra e cercare quelle geometrie astratte che solo col pensiero possiamo immaginare. Creare disegni con perforazioni, aggiungerne con collage. La nostra mente, i nostri occhi sono l'occhio magico della vita - e dipingere non raggiunge lo stesso risultato. Vedere queste opere è giocare di fantasia. Ognuno può vedere una cosa diversa dagli altri, perché non c'é mai niente di definito. Questa è la mia astrazione geometrica sullo spazialismo." Antonio Saporito


La Parure Azzurra 2000 Acciaio e collage 43,3x63,3 cm
La Parure Azzurra 2000 Acciaio e collage 43,3x63,3 cm

Riflessi Spirali, 2003
Riflessi spirali, 2003, acciaio, oro, smalto e collage su acciaio, 63,3x43,3 cm, archivio N 253

"Lo spazialismo geometrico è bello perché ognuno ci può vedere qualcosa di diverso dentro. Questa spirale potrebbe essere un teatro romano. Ma potrebbe anche essere un occhio magico, con la prospettiva che si allarga e altro ancora, con le finestre negli angoli che aprono la visione dell'oltre." Antonio Saporito su Riflessi Spirali